If XXVI, 114-116

“a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza” (If XXVI, 114-116)

24 febbraio 2012

Un corpo di vetro

Non le avrai
conservate le parole
come semi cattivi
se hanno visitato
un corpo di vetro
che non hai voluto
essere per loro
un posto di radici.

In costanti gètti
i semi sono caduti
dalle tue mani
ai solchi lucenti
come se gettare
un alito di respiro
contro lo specchio
fosse vero respirare.

La stanza d’acqua
ferma che sgretola
grani in zucchero
ritorna di lingua
nella bocca e dentro
non dissolve
ma scioglie parole
masticate in sangue.

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