If XXVI, 114-116

“a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza” (If XXVI, 114-116)

Favole

Scrivo anche favole, e non so perché. Forse le avevo dentro, come un altro modo di raccontare altre storie. E le favole sono poi quel mondo fantastico dove si enunciano molti elementi primordiali che fanno parte del mito e dei miti di formazione della coscienza e delle emozioni. Nelle favole si possono provare, in maniera indiretta, la paura reale e quella celata dal sogno.

[testo in fase di stesura]