29 gennaio 2012
COSE
Mi servono – ma a che mi serve? –
che le più cose che mi sono intorno
siano quelle che mi conoscono
quando torno a casa e sono solo.
Stanno così a raccogliere polvere,
più delle volte che le mie mani
le abbiano prese e tenute davanti
agli occhi – ma restano dove sono –.
E devono stare loro appoggiate
a prendere il posto, fisico e corpo,
di quello che nella mia vita è stato
e ora sono loro, un luogo di ricordi.
che le più cose che mi sono intorno
siano quelle che mi conoscono
quando torno a casa e sono solo.
Stanno così a raccogliere polvere,
più delle volte che le mie mani
le abbiano prese e tenute davanti
agli occhi – ma restano dove sono –.
E devono stare loro appoggiate
a prendere il posto, fisico e corpo,
di quello che nella mia vita è stato
e ora sono loro, un luogo di ricordi.
UN INCASTRO
In questo tempo
in questo luogo
siamo noi
senza essere
di tutto questo
che il segno
di un incastro.
(per Caterina, 29.01.2012)
in questo luogo
siamo noi
senza essere
di tutto questo
che il segno
di un incastro.
(per Caterina, 29.01.2012)
28 gennaio 2012
AMMETTERE
Non è detto
ma è troppo tardi
anche per ammettere
che sia già stato
fatto tutto
anche se di tempo
ne rimane solo
ancora un poco
è quello che basta
appena per ammetterlo.
ma è troppo tardi
anche per ammettere
che sia già stato
fatto tutto
anche se di tempo
ne rimane solo
ancora un poco
è quello che basta
appena per ammetterlo.
27 gennaio 2012
LA STREGA
Ecco
come e perché
vi
chiedono, ah!
di arrivare
al mio punto.
Il retaggio si aprirà
intorno a voi…
– come vede
sempre la strega –.
al suono
delle mie ricette.
bollirete
fino a puntino.
di arrivare
al mio punto.
Il retaggio si aprirà
intorno a voi…
– come vede
sempre la strega –.
Perché
non vi lascerò
incantare
tuttial suono
delle mie ricette.
Così
solfeggiando
sulla
pentolabollirete
fino a puntino.
26 gennaio 2012
GLI STENTI
I traumi di quello che sentiamo,
mentre cerchiamo di essere
e di resistere e sopravvivere;
che affiora cutaneo in brividi;
per non portare a un destino.
mentre cerchiamo di essere
e di resistere e sopravvivere;
e questi, gli stenti, murati e muti
ci lasciano un corso di freddoche affiora cutaneo in brividi;
le note durano più a lungo,
tutti i sensi cambiano direzioneper non portare a un destino.
Un lascito
Tieni
al tuo amore più di te,
perché
è il tuo amore;
tiene i tuoi polsi, come fossero
le sue braccia da sostenere;
non è fatto di cuore
ma di presenza,
non sarà mai un quando
ma un mentre
sente prima di capire
ed è sempre un ancora;
e dice:
“io ti ricordo”
“io ti credo”
“io ti sento”
e dice “io” prima di “te”,
perché il suo amore è scudo
e ogni sua parola è per te.
tiene i tuoi polsi, come fossero
le sue braccia da sostenere;
non è fatto di cuore
ma di presenza,
non sarà mai un quando
ma un mentre
sente prima di capire
ed è sempre un ancora;
e dice:
“io ti ricordo”
“io ti credo”
“io ti sento”
e dice “io” prima di “te”,
perché il suo amore è scudo
e ogni sua parola è per te.
25 gennaio 2012
20 gennaio 2012
STAGIONI
Con gli occhi
ho chiesto agli alberi
una parola
distratti di essere
sono rimasti in sé
senza foglie
non avevano risposte
sono stagioni
senza parole
i rami non hanno voce
se il vento li chiama
ai miei occhi
hanno detto
che erano qui
anche ieri
ad ascoltare
altre domande
a voler parlare
senza poterlo fare.
ho chiesto agli alberi
una parola
distratti di essere
sono rimasti in sé
senza foglie
non avevano risposte
sono stagioni
senza parole
i rami non hanno voce
se il vento li chiama
ai miei occhi
hanno detto
che erano qui
anche ieri
ad ascoltare
altre domande
a voler parlare
senza poterlo fare.
CERCHI
Ricomposti dalla pioggia
I ricordi lasciati delle impronte
Appena di polvere spostate
In fango mutano e memorie
Di vetro nelle pozzanghere
Nascoste della mota in melme
Che tornano nel giù di peso
E s’infrange di ogni orma
In un cerchio se cerchi acqua.
I ricordi lasciati delle impronte
Appena di polvere spostate
In fango mutano e memorie
Di vetro nelle pozzanghere
Nascoste della mota in melme
Che tornano nel giù di peso
E s’infrange di ogni orma
In un cerchio se cerchi acqua.
LA NOTTE
È sempre la notte
da qualche parte
o qui dove non è
sempre notte
se non è ancora
la fine del giorno
ancora sarà la notte.
da qualche parte
o qui dove non è
sempre notte
se non è ancora
la fine del giorno
ancora sarà la notte.
Un lago
Questo è sangue
che non vedi
e non senti, vivere,
che se vedi
se è tuo potresti
se non tuo potrebbe
qualcuno, perdere,
un lago di vita.
che non vedi
e non senti, vivere,
che se vedi
se è tuo potresti
se non tuo potrebbe
qualcuno, perdere,
un lago di vita.
18 gennaio 2012
17 gennaio 2012
Apposta
Mi rimandi
al tempo altro
di quando eri
come apposta;
persino dai lombi
da un fianco
di deboli ossa
e creste iliache;
nei respiri lenti
dilatato a rombi
lo sterno
di fiato che fotte.
16 gennaio 2012
Perché la pelle
Perché la pelle
Ci fa conoscere
L’urto del fuoco
E il vento di ferro
Di un coltello
Contiene tutto
Ne siamo coscienti
Che se è così
È perché viviamo
Ancora per primi
Ci fa conoscere
L’urto del fuoco
E il vento di ferro
Di un coltello
Contiene tutto
Ne siamo coscienti
Che se è così
È perché viviamo
Ancora per primi
12 gennaio 2012
Non posso avere
Non posso avere
che un bicchiere di denti
quando unite a specchio le mani
sola posso dire una preghiera
che semina unghie nella carne.
10 gennaio 2012
Pensieri facili 2
I serpenti non hanno ancora deciso cosa diventare,
se vegetali o animali.
Le piante piuttosto che strisciare rimangono ferme.
Non così gli uomini.
8 gennaio 2012
Pensieri facili 1
«La negazione si porta con più fatica. Ha più peso il non amore, perché l’amore è un peso condiviso e non è un peso» (r.).
FURORI
Furori filano di ferro
nei pilastri di cemento
e le polveri grigie
disegnano esangui
linee secche di torture
e s’improntano le mani
di una rete di tracce
negli occhi gessosi
una filaccia di ciglia
sovrasta depositi spessi
su capelli impressionati
dai piloni demoliti
dei sostegni infondati.
nei pilastri di cemento
e le polveri grigie
disegnano esangui
linee secche di torture
e s’improntano le mani
di una rete di tracce
negli occhi gessosi
una filaccia di ciglia
sovrasta depositi spessi
su capelli impressionati
dai piloni demoliti
dei sostegni infondati.
GOLGOTA
Ossa che azzuffate,
fino a che morte
pelle viva e morse
di dolore le tempie;
indurita, rena rossa,
all’altare dei crani
confitte più di una
trave di croce,
l’anima portava;
e una voce appesa,
mentre il sangue
ancora scorreva,
fuori e non dentro.
GIUNTURE (degli Anteo)
Accuccia le gambe
sedendo alle giunture
sulle caviglie,
appena torpide,
l’estremità chiamata
a sollevare il peso;
poggiando le mani a terra,
nel sollievo di rialzare
spostava il mondo
un poco più in là.
sedendo alle giunture
sulle caviglie,
appena torpide,
l’estremità chiamata
a sollevare il peso;
poggiando le mani a terra,
nel sollievo di rialzare
spostava il mondo
un poco più in là.
Una direzione
Commuove la direzione
di una strada storpia
di persona incerta
dalle abitudini
che fanno ripetere le cose
per dopo com’erano ieri
medesime e indirette
invalide se inferme
quasi ignorando
che i domani
non hanno ancora direzioni.
di una strada storpia
di persona incerta
dalle abitudini
che fanno ripetere le cose
per dopo com’erano ieri
medesime e indirette
invalide se inferme
quasi ignorando
che i domani
non hanno ancora direzioni.
Il tramonto
Date aveva due possibilità il sole al fiore.
Scegliere cosa far vedere di sé, i petali o il cuore.
Il fiore disse: “Non posso scegliere per te.
Perché nessuno può vedere te se non in me”.
Il sole provò vergogna, inventò così il tramonto;
per poter ricominciare.
Scegliere cosa far vedere di sé, i petali o il cuore.
Il fiore disse: “Non posso scegliere per te.
Perché nessuno può vedere te se non in me”.
Il sole provò vergogna, inventò così il tramonto;
per poter ricominciare.
Bacio d'acqua
I deserti lo sai
non hanno labbra,
ma vie di sole
da ogni parte,
e sotto i piedi
lingue di calore,
per trovare sai
un bacio d’acqua,
o bocche di sabbia
che sai non dissetano.
non hanno labbra,
ma vie di sole
da ogni parte,
e sotto i piedi
lingue di calore,
per trovare sai
un bacio d’acqua,
o bocche di sabbia
che sai non dissetano.
7 gennaio 2012
Lume
E nel fiore
la sommità accende
un lume verde di colore
su stelo da candela
che la pioggia
non riesce
ma il tempo spegne.
la sommità accende
un lume verde di colore
su stelo da candela
che la pioggia
non riesce
ma il tempo spegne.
5 gennaio 2012
Nel frattempo
Parliamo
del frattempo
– come
degli spettri
palpiamo
gli interstizi,
che si
credono sicuri
nel
raso o nei velluti,
i
tempi che paiono scuri
anche
se a sé presenti –
perché
nel frattempo
accadono
anche i sensi.
3 gennaio 2012
Odisseo
Nessuno,
per non essere,
e di nessuno,
e nemmeno volere
che ci sia qualcuno,
che sia per lui: nessuno;
e non si lascia, andare,
e non si ferma, incede;
nemmeno scomparse,
da chi sapeva chi fosse,
anzi lo disse, e gli credettero.
per non essere,
e di nessuno,
e nemmeno volere
che ci sia qualcuno,
che sia per lui: nessuno;
e non si lascia, andare,
e non si ferma, incede;
nemmeno scomparse,
da chi sapeva chi fosse,
anzi lo disse, e gli credettero.
Gli attesi
Come restiamo
altri, anche giovani;
perché altri,
sono stati, per noi,
loro, come dei vecchi;
così siamo gli attesi,
ora noi, al posto loro,
perché siamo altri,
noi loro, nuovi altri,
di altri e per ancora.
altri, anche giovani;
perché altri,
sono stati, per noi,
loro, come dei vecchi;
così siamo gli attesi,
ora noi, al posto loro,
perché siamo altri,
noi loro, nuovi altri,
di altri e per ancora.
2 gennaio 2012
Unisoni
Non sogni,
desideri;
sotto gli occhi
raggi di rughe aperti a sole,
unisoni pianeti,
dagli sguardi orbitali;
umettano a contatto
i contorni degli oceani,
non hanno a vedere
terre emergere,
sogni solcati
da irrigare.
desideri;
sotto gli occhi
raggi di rughe aperti a sole,
unisoni pianeti,
dagli sguardi orbitali;
umettano a contatto
i contorni degli oceani,
non hanno a vedere
terre emergere,
sogni solcati
da irrigare.
Iscriviti a:
Post (Atom)
