If XXVI, 114-116

“a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza” (If XXVI, 114-116)

29 gennaio 2012

run honey run


COSE

Mi servono – ma a che mi serve? –
che le più cose che mi sono intorno
siano quelle che mi conoscono
quando torno a casa e sono solo.

Stanno così a raccogliere polvere,
più delle volte che le mie mani
le abbiano prese e tenute davanti
agli occhi – ma restano dove sono –.

E devono stare loro appoggiate
a prendere il posto, fisico e corpo,
di quello che nella mia vita è stato
e ora sono loro, un luogo di ricordi.

UN INCASTRO

In questo tempo
in questo luogo
siamo noi
senza essere
di tutto questo
che il segno
di un incastro.

(per Caterina, 29.01.2012)

28 gennaio 2012

AMMETTERE

Non è detto
ma è troppo tardi
anche per ammettere
che sia già stato
fatto tutto
anche se di tempo
ne rimane solo
ancora un poco
è quello che basta
appena per ammetterlo.

27 gennaio 2012

LA STREGA

Ecco come e perché vi chiedono, ah!
di arrivare
al mio punto.

Il retaggio si aprirà
intorno a voi…
come vede
sempre la strega –.

Perché non vi lascerò
incantare tutti
al suono
delle mie ricette.

Così solfeggiando
sulla pentola
bollirete
fino a puntino.

26 gennaio 2012

GLI STENTI

I traumi di quello che sentiamo,
mentre cerchiamo di essere
e di resistere e sopravvivere;

e questi, gli stenti, murati e muti
ci lasciano un corso di freddo
che affiora cutaneo in brividi;

le note durano più a lungo,
tutti i sensi cambiano direzione
per non portare a un destino.

Un lascito

Tieni al tuo amore più di te, perché è il tuo amore;
tiene i tuoi polsi, come fossero
le sue braccia da sostenere;
non è fatto di cuore
ma di presenza,
non sarà mai un quando
ma un mentre
sente prima di capire
ed è sempre un ancora;
e dice:
io ti ricordo
io ti credo
io ti sento
e dice “io” prima di “te”,
perché il suo amore è scudo
e ogni sua parola è per te.

20 gennaio 2012

HAIKU / RUGGINE

Con le lacrime
Che cadono sul ferro
Si fa il sangue

STAGIONI

Con gli occhi
ho chiesto agli alberi
una parola
distratti di essere
sono rimasti in sé
senza foglie
non avevano risposte
sono stagioni
senza parole
i rami non hanno voce
se il vento li chiama
ai miei occhi
hanno detto
che erano qui
anche ieri
ad ascoltare
altre domande
a voler parlare
senza poterlo fare.

CERCHI

Ricomposti dalla pioggia
I ricordi lasciati delle impronte
Appena di polvere spostate
In fango mutano e memorie
Di vetro nelle pozzanghere
Nascoste della mota in melme
Che tornano nel giù di peso
E s’infrange di ogni orma
In un cerchio se cerchi 
acqua.

LA NOTTE

È sempre la notte
da qualche parte
o qui dove non è
sempre notte
se non è ancora
la fine del giorno
ancora sarà la notte.

Un lago

Questo è sangue
che non vedi

e non senti, vivere,
che se vedi

se è tuo potresti
se non tuo potrebbe

qualcuno, perdere,
un lago di vita.

17 gennaio 2012

Foglio di lavoro 16/01/2012


Apposta

Mi rimandi
al tempo altro
di quando eri
come apposta;

persino dai lombi
da un fianco
di deboli ossa
e creste iliache;

nei respiri lenti
dilatato a rombi
lo sterno
di fiato che fotte.

L’anello

L’anello aperto
d’acqua
di bocca le vene
mi lava
dalle colpe
delle sue gambe.

Pensieri facili 4

Il cuore è un esilio, inaccessibile a tutto, meno che al sangue.

Dirti

Vorrei dirti;
ed ecco,
l'ho fatto.

16 gennaio 2012

Perché la pelle

Perché la pelle
Ci fa conoscere
L’urto del fuoco
E il vento di ferro
Di un coltello

Contiene tutto
Ne siamo coscienti
Che se è così
È perché viviamo
Ancora per primi

12 gennaio 2012

Non posso avere

Non posso avere
che un bicchiere di denti
quando unite a specchio le mani
sola posso dire una preghiera
che semina unghie nella carne.

8 gennaio 2012

EMICRANIA

Anche se
mi piange
un solo occhio
non è
per metà dolore.

Quando la notte

quando
la notte

quando finisce

quando
non è più

quando
non è più quando

Pensieri facili 1

«La negazione si porta con più fatica. Ha più peso il non amore, perché l’amore è un peso condiviso e non è un peso» (r.).

FURORI

Furori filano di ferro
nei pilastri di cemento
e le polveri grigie
disegnano esangui
linee secche di torture
e s’improntano le mani
di una rete di tracce
negli occhi gessosi
una filaccia di ciglia
sovrasta depositi spessi
su capelli impressionati
dai piloni demoliti
dei sostegni infondati.

GOLGOTA

Ossa che azzuffate,
fino a che morte
pelle viva e morse
di dolore le tempie;

indurita, rena rossa,
all’altare dei crani
confitte più di una
trave di croce,
l’anima portava;

e una voce appesa,
mentre il sangue
ancora scorreva,
fuori e non dentro.

GIUNTURE (degli Anteo)

Accuccia le gambe
sedendo alle giunture
sulle caviglie,
appena torpide,
l’estremità chiamata
a sollevare il peso;
poggiando le mani a terra,
nel sollievo di rialzare
spostava il mondo
un poco più in là.

Una direzione

Commuove la direzione
di una strada storpia
di persona incerta
dalle abitudini
che fanno ripetere le cose
per dopo com’erano ieri
medesime e indirette
invalide se inferme
quasi ignorando
che i domani
non hanno ancora direzioni.

Il tramonto

Date aveva due possibilità il sole al fiore.
Scegliere cosa far vedere di sé, i petali o il cuore.
Il fiore disse: “Non posso scegliere per te.
Perché nessuno può vedere te se non in me”.
Il sole provò vergogna, inventò
così il tramonto;
per poter ricominciare.

Bacio d'acqua

I deserti lo sai
non hanno labbra,
ma vie di sole
da ogni parte,
e sotto i piedi
lingue di calore,
per trovare sai
un bacio d’acqua,
o bocche di sabbia
che sai non dissetano.

7 gennaio 2012

Lume

E nel fiore
la sommità accende
un lume verde di colore
su stelo da candela
che la pioggia
non riesce
ma il tempo spegne.

5 gennaio 2012

Nel frattempo

Parliamo del frattempo
– come degli spettri
palpiamo gli interstizi,
che si credono sicuri
nel raso o nei velluti,
i tempi che paiono scuri
anche se a sé presenti –
perché nel frattempo
accadono anche i sensi.

3 gennaio 2012

Odisseo

Nessuno,
per non essere,
e di nessuno,
e nemmeno volere
che ci sia qualcuno,
che sia per lui: nessuno;
e non si lascia, andare,
e non si ferma, incede;
nemmeno scomparse,
da chi sapeva chi fosse,
anzi lo disse, e gli credettero.

Gli attesi

Come restiamo
altri, anche giovani;
perché altri,
sono stati, per noi,
loro, come dei vecchi; 


così siamo gli attesi,
ora noi, al posto loro,
perché siamo altri,
noi loro, nuovi altri,
di altri e per ancora.

2 gennaio 2012

Unisoni

Non sogni,
desideri;

sotto gli occhi
raggi di rughe aperti a sole,
unisoni pianeti,
dagli sguardi orbitali;


umettano  a contatto
i contorni degli oceani,
non hanno a vedere
terre emergere,
sogni solcati

da irrigare.