If XXVI, 114-116

“a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza” (If XXVI, 114-116)

7 febbraio 2012

LABIRINTO

A che mi serve l’inferno
Se non ho più l’anima
E fuori sono solo un’isola

Dalla mia mano
Lascio cadere le forze
È l’inizio del sonno

Quando è quasi giorno
Il mio corpo
Ricomincia a parlare

Una voce che ascolta
Prima di sentire il peso
Del mio palmo tenue

Sulla tua vita mia
Mi sono perso
Seguendo una strada

E un filo sfilato rosso
Che aveva forma di cuore
Mi ha salvato nella caccia

Perché mi hai lasciato
Andare per ritrovare
Il ritorno verso di te

Stanco del viaggio
Ora divento un gomitolo
Nel tuo abbraccio

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