Non
tardare ancora
all’estremità
delle mie dita
sfioro
il vuoto
e
plasmo il niente
con
le mani a grucce
come
fanno i ciechi
dei
loro ricordi
che
sanno dove fermare
l’esitazione
della mano
e
io so che sei
solo
poco più avanti
da
dove potresti essere
e
per questo mi riguardi
che
le punte delle impronte
sgocciolano
inchiostri invisibili.
Nomi
RispondiEliminaimpressi.