If XXVI, 114-116

“a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza” (If XXVI, 114-116)

12 aprile 2012

Angeli Nuovi

P. Klee, Angelus Novus (1920)
 
Massimo D.L. (2012)

«C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è cosi forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta».
W. Benjamin, Angelus novus, Einaudi, Torino 1962, pp. 76-77.


Qualcosa devono sapere i bambini che noi non sappiamo.
Dove s’annida l’anima, forse alla sporgenza delle labbra,
quella che fa sorridere, così che la bocca e una porta sono aperture.
E chissà quante altre pagine somigliano a queste due,
dove una non sa dell’altra, ma è come se la conoscesse,
senza sapere che esista, senza averla mai vista.
Qualcosa devono vedere i bambini che noi non vediamo. (r.)

1 commento:

  1. condivido "qualcosa devono vedere i bambini che noi non vediamo" perchè abbiamo perso la loro capacità percettiva libera da tanti pregiudizi e condizionamenti.

    RispondiElimina