If XXVI, 114-116

“a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza” (If XXVI, 114-116)

22 marzo 2012

Tre spine

entrano legni e ossa
stranite in frantumi
taglienti spine le anime  
e schegge accoltellate,

invece che angelici fiori
o erbe amare scavate
dal pugnale che fessa
la terra inflitta di pelle,

colpi di sangue collerico
striano graffi e castighi
come cerniere corolle
che richiudono a notte,

Nessun commento:

Posta un commento