Per quanto brevi le poesie e i pensieri
privano lo spazio bianco del suo dominio, segnano un percorso di ricerca che
dire personale è una negazione. La ricerca non condivisa è infatti destinata a
non rimanere nelle mani di nessuno. Così dire è anche dare, e lasciare che
qualcuno trovi le pagine necessarie. Le parole che affiorano dal bianco fino a davanti
agli occhi sono parole utili, servono a capire come il processo della scrittura,
anche se corroso dal tempo, si arrende alla carta. Ma l’operazione della
lettura non espone meno del lavoro dell’autore. È l’autore ad aprire le pagine
davanti al lettore, pagine diverse nell’estrazione di una raccolta che campiona
sentimenti e sensazioni, per offrire non una visione definita delle cose, ma un
respiro che coniuga amore, amicizia e altre emozioni in un quadro che solo per
i più distratti appare come una notte, perché le pagine solo bianche possono
abbagliare fino a far chiudere gli occhi.
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