If XXVI, 114-116

“a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza” (If XXVI, 114-116)

31 dicembre 2011

Apnea

Un giorno diventi
e non sei chiunque,
non sei che la nave
dal corpo di ferro
lo scherno di trave;
riemergi dal viaggio,

traversi un tormento,
la carena d’acqua
trapassi adagio;
come fossi affilata
sul petto di scafo
spiri cielo affamata,

sbalzata dal fondo
l’ondata trabocca;
retro cade un torto
issa un bordo appena,
come apnea ritorna
nei giorni di vento.

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